Ospitalità

Accogliere gli ospiti è un’arte sopraffina

Ricevere a tavola per noi italiani è una vera e propria arte. Secondo la nostra tradizione millenaria di accogliere: l’ospite è sacro. Per questo curiamo tutto nei minimi dettagli. A partire dal momento dell’arrivo degli ospiti fino ai saluti finali.
Il dettaglio entra nella tavola con una scrupolosa scelta dei tessuti e dei ricami per tovaglie e tovaglioli, della posateria preziosa, dei piatti di portata e di servizio, dei bicchieri pregiati; per arrivare alla loro disposizione in base all’importanza degli ospiti e alla qualità e alla ricchezza del menù.

Un’arte che ha le sue regole, dettate in Italia nel periodo Rinascimentale e successivamente codificate dal toscano Giovanni della Casa, letterato, scrittore e arcivescovo che, nel 1551, scrisse il “Galateo, overo de’ costumi”.
Una preziosa opera letteraria che indicava come una nobile persona dovesse comportarsi in fatto di ospitalità, accoglienza e buone maniere .
Il libro è anche una collezione di aneddoti decisamente curiosi e divertenti.
L’armonia, secondo il prelato-autore (le cui norme di comportamento sono ancora valide, anche se sono passati oltre cinque secoli) è essenziale. Perché è indice di semplicità. L’eleganza autentica, infatti, e la semplicità si devono fondere alla perfezione e svelarsi non solo attraverso gli oggetti e le norme ma soprattutto facendo sentire l’ospite a proprio agio. In ogni occasione.

 

Galateo